Archivio per Categoria News

Avanti a tutta forza! La carica di Elisabetta Tola e formicablu

Di Andrea Alesci

Eclettico è l’aggettivo che ci rimane addosso quando finisce la lezione di Elisabetta Tola al master SCICOMM. L’eclettismo di chi sa scegliere e armonizzare princìpi e argomenti diversi secondo un unico orizzonte d’azione.

L’eclettismo di Blue Ant, agenzia al centro della trilogia letteraria di William Gibson e che nel 2005 ispirò il nome di formicablu, l’agenzia di comunicazione fondata da Elisabetta Tola insieme ad alcuni colleghi del master alla SISSA di Trieste (chissà che anche da Trento non nasca qualcosa di analogo 😏).

Fare come la formica: dotata di forza smisurata, grande intraprendenza e strabiliante capacità di cooperazione. La formica è pensiero e concretezza, determinazione e fiducia. Così, nelle quasi quattro ore di lezione, il racconto di formicablu e la storia di Elisabetta ci hanno fatto capire come spirito di adattamento, buone competenze e capacità di delegare siano le coordinate di ogni nuovo progetto.

Tanti piccoli consigli su come muoversi nel mondo della comunicazione (non solo scientifica), su come riuscire a trovare una via che esuli dal quotidiano lavoro “da badge”; tanti stimoli sulla potenza dirompente delle reti, sugli inizi, sui casi personali, sui dietro le quinte e sulle cose spicciole che spesso possono fare la differenza e diventare il combustibile per scegliere una strada, magari la meno battuta.

E se pure ciascuno ha il suo modo di intendere il lavoro, Elisabetta Tola ha voluto dirci che l’ufficio di un comunicatore non ha bisogno di pareti e orologi per funzionare. Il suo ufficio è la testa, e quella è sempre in movimento, sempre pronta a informarsi, sempre alla ricerca di elementi, spunti, dettagli da raccogliere. Come una minuscola formica blu.

 


Andrea Alesci
UX Writer e Social Media Editor presso lo Studio Creativo Latoquadrato, lavora anche come freelance per quotidiani e riviste.
Attualmente frequenta il Master SciComm.
Leggi anche gli altri articoli che Andrea ha scritto per noi e segui il suo blog Medium o seguilo su Twitter

Please follow and like us:

Maniche alzate e mente in azione con Massimo Sideri

Di Andrea Alesci

Sulla pagina del quadernetto sono pochi i segni lasciati dalla biro, nonostante le dodici ore di lezione. Stavolta il docente era il giornalista Massimo Sideri, dal 2017 direttore del Corriere Innovazione ma in forza al quotidiano di via Solferino fin dall’anno del Millennium Bug.

Massimo Sideri, Corriere Innovazione

Massimo Sideri, Corriere Innovazione

Pochi gli appunti presi eppure tanto quello che rimane in testa e nella discussione di fine giornata con i colleghi del master SciComm. Ha aperto il dibattito, Massimo Sideri: all’insegna del fare, del mettere in campo idee, convinzioni, punti di vista, financo divergenze che squadernassero un problema, così come si spacca un uovo in padella.

All’interno c’erano cose che per i più erano prospettive nuove sul mondo del giornalismo –scientifico e tout court –, sul modo di condurre un’azione di comunicazione, sulla formazione necessaria e ininterrotta che una professione come quella del comunicatore richiede, sul rispetto dei ruoli e sul circuito di relazioni da creare attraverso competenze, attenzione costante e buon lavoro.

Come quello fatto in aula “sfidando” l’ultimo numero di Corriere Innovazione: due redazioni all’opera con carta, forbici, scotch e un po’ di idee per “cucinare” una versione alternativa del magazine scientifico del Corriere. Ce l’abbiamo fatta? Diciamo che il compito non era facile, eppure misurarsi con gli errori, vederseli poi fisicamente davanti e comprenderli grazie alle correzioni di Massimo Sideri è stato un lavoro molto produttivo.

Corriere Innovazione

Gli studenti al lavoro

Smontare il Corriere Innovazione ed esplorarne pezzo per pezzo la sua composizione è stato il fulcro anche di tutto il lavoro teorico. Fare per capire è l’insegnamento che resta del corollario di suggerimenti e buone pratiche comprese nelle dodici ore di lezione.

Soprattutto rimane il senso di un mestiere di comunicatore scientifico che deve riuscire a entrare in sintonia con il proprio pubblico, sia esso quello di un giornale, di un’azienda, un ente, un museo, un’istituzione. E deve riuscirci facendo una delle cose più difficili: tradurre la complessità in semplicità per lasciare un segno.


Andrea Alesci
UX Writer e Social Media Editor presso lo Studio Creativo Latoquadrato, lavora anche come freelance per quotidiani e riviste.
Attualmente frequenta il Master SciComm. Per noi ha scritto anche “Luciano Floridi, Star Wars e quel capitale semantico che ci definisce“.
Leggi il blog di Andrea su Medium o seguilo su Twitter

Please follow and like us:

Dietro le quinte di Quark e Superquark con Lorenzo Pinna

Quando c’erano solo tre canali e un presentatore… Lorenzo Pinna, storico autore di Quark e Superquark, giornalista e divulgatore scientifico, nel corso di una lezione al Master SCICOMM – Communication of Science and Innovation, racconta l’avvio della divulgazione scientifica nella televisione italiana.

Lorenzo Pinna entra in aula, si collega a YouTube, dove ha caricato una serie di servizi, preme idealmente il tasto rewind e riporta la televisione a quaranta anni fa (quasi) all’epoca dei tre canali e di un presentatore.
È il 18 marzo 1981, su Rai 1 va in onda la prima puntata di Quark, rubrica scientifica. Vediamo Piero Angela con i capelli bruni in uno studio essenziale, spartano. Il pubblico in aula è di un’altra generazione e non ci sono effetti speciali. Pinna ci mostra un Piero Angela che parlando di galassie o di rare malattie neurologiche o semplicemente del principio di Archimede, inconsapevolmente prima, più consapevolmente poi, indossa gli abiti dello scienziato, per dare la voce e un volto alla scienza. Una grande responsabilità che lo faceva e lo ha fatto diventare un “gigante” della divulgazione.

Il programma di divulgazione scientifica Quark presenta una novità che poi si rivelerà essere una tra le intuizioni più felici: raccontare in modo semplice ma non semplicistico quel che è complesso.

Difficile immaginare come fare in un periodo in cui ancora non esistevano effetti speciali e bisognava ricorrere a ricostruzioni fatte con foto di repertorio e attori, come quando – ad esempio – si ricostruisce la storia della scienza mostrando Renato Masoni che, alla guida di una vecchia e squadrata Golf bianca ma in voga negli anni ’80, va alla ricerca dei suoi antenati tra archivi comunali e parrocchiali quando l’anagrafe pubblica non esisteva. O quando l’animazione a bozzetto sembrava l’unico modo per spiegare la relatività o la meccanica quantistica.

Ma Piero Angela ci riesce, per raccontare in modo semplice la complessità usa un registro linguistico confidenziale che avvicina il pubblico. E quando dice: “la scienza ci ha portato o a grandi scoperte, come nel caso della meccanica quantistica o a grandi cantonate come nel caso dei raggi N del professor Renè Blondlot”, quel “grandi cantonate” è il registro linguistico giusto che lo avvicina al suo pubblico.

Lorenzo Pinna

 

Video dopo video, Lorenzo Pinna continua il suo racconto. Quark e Superquark si muovevano tra i varietà della Carrà e di Celentano e quindi si decise di “confezionare” un programma senza necessariamente seguire un fil rouge, ma trattando tanti temi diversi, la varietà di repertorio, passando appunto di palo in frasca! Ed è così che per tutti gli anni ’80 e ’90 si racconta la scienza.

Nel tempo però, dagli argomenti a volte complessi, talvolta ostici, si passa ai temi drammatici della morte cerebrale e dell’espianto degli organi per la donazione. Come comunicare ad un familiare che l’autorizzazione deve essere data quando il cuore batte ancora? “Non viene capito  perché non c’è più speranza – spiega Lorenzo Pinna-. Come si fa a spiegare il protocollo di dichiarazione di morte cerebrale in un servizio tv?”.

Lo si fa in una nuova trasmissione: Superquark, l’evoluzione di Quark partita nel 1995. Certo gli ausili per le ricostruzioni vanno ripensati: “Si fanno ipotesi e si scartano. No ai cartoni, l’umorismo sarebbe stato senz’altro fuori luogo – dice Pinna – qualsiasi simulazione avrebbe potuto urtare la sensibilità degli spettatori”. E alla fine si prende spunto dall’operato di una equipe medica di Bologna e si decide di usare i manichini per ricreare una situazione realistica, ma senza paziente. Un manichino permette di far seguire meglio la procedura perché il telespettatore non è turbato. La finzione può funzionare.

Da allora sono cambiati i mezzi, l’offerta televisiva è tanta (forse troppa), si sono moltiplicati anche i conduttori, la divulgazione scientifica va di moda, i canali da tre sono passati a 300 e passa, i social fanno la loro parte e i loro danni, tutto è caricato su YouTube e imperversa il dottor Google, ma i punti fermi sono punti fermi. Quark e Superquark rimarranno la pietra miliare che ha dato l’avvio alla divulgazione scientifica televisiva italiana.

 

Please follow and like us:

Luciano Floridi, Star Wars e quel capitale semantico che ci definisce

Di Andrea Alesci

“Se ci pensate, s’intuisce subito che fra la principessa Leia e Luke Skywalker ci sia del tenero, ma è soltanto quando capiamo che sono fratello e sorella che tutto cambia”.

È bastato Star Wars al filosofo Luciano Floridi per rendere chiaro il concetto di ‘capitale semantico’ al centro dell’intervento tenuto all’Università di Trento come lectio di apertura del master in Communication of Science and Innovation.

“La reinterpretazione è quel meccanismo che dà senso e significato al capitale semantico, tutto ciò che facciamo per comprendere noi stessi – ha spiegato Floridi, professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford – Pochi giorni fa, provando a cercare ‘semantic capital’ su Google, il motore di ricerca mi ha restituito 5.250 occorrenze: questo per dire che stiamo affrontando qualcosa di nuovo.
Eppure parliamo di qualcosa cui già nel 1486 Pico della Mirandola accennava, dicendo che ‘non siamo né angeli né bruti’. Io aggiungo: quel che siamo è un open software. C’è un’incompletezza nella nostra umanità, siamo ospiti, viaggiatori in transito. Siamo come un glitch, una specie di singhiozzo della natura, un errore del sistema. E semanticizzando riempiamo questo buco”.

Nel ragionamento del professor Floridi torna quanto teorizzato e recentemente raccontato nel suo volume La quarta rivoluzione: ossia che la nostra eccezionalità umana sia stata progressivamente intaccata da quattro rivoluzioni. “Copernico ci ha tolto dal centro dell’universo – ha ricordato il filosofo di Oxford –, Darwin ci ha tolto dal centro del regno biologico, Freud ci ha scardinato dalla coscienza e Alan Turing ci ha tolto dalla posizione privilegiata nel ragionamento logico e nel processare informazioni. Proprio per questo, grazie al potere della filosofia di andare controcorrente, ho coniato un neologismo: non si dovrebbe più parlare di antropocentrismo bensì di antropo-eccentrismo.
Siamo organismi informazionali (inforg) spodestati anche dal centro dell’infosfera, ma incapaci di sopportare il vacuum semantico. Quello di cui abbiamo bisogno era già contenuto nella Poetica di Aristotele: si tratta dell’anagnorisis, il riconoscimento, la capacità di una narrazione di dare una svolta a tutto ciò che è successo prima e che succederà dopo. Come per Leia e Luke, o come per Edipo quando capisce di aver ucciso il padre Laio e di essere stato a letto con la madre Giocasta”.

Con gli esempi del professor Floridi diventa più facile a capire il concetto di ‘capitale semantico’, al centro di classici della letteratura come Vita: istruzioni per l’uso, Il signor Palomar, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, La biblioteca di Babele. “Ogni volta che operiamo una reinterpretazione, rimettiamo in ordine le cose e creiamo un capitolo semantico che definisce la nostra identità. Ecco perché un classico è un open source di capitale semantico; anzi, di più, esso diventa una resource. E ogni capitale semantico è una risorsa transitoria, che ereditiamo e passiamo, ma con cui la nostra mente riesce a dare senso a tutte le altre cose”.
Anche a un amore fraterno in una galassia lontana lontana.


Andrea Alesci
UX Writer e Social Media Editor presso lo Studio Creativo Latoquadrato, lavora anche come freelance per quotidiani e riviste.
Attualmente frequenta il Master SciComm.

Leggi il blog di Andrea su Medium o seguilo su Twitter

Please follow and like us:

Inaugurazione master SciComm

Il capitale semantico nell’era digitale

È questo il titolo della lectio magistralis che Luciano Floridi terrà mercoledì 26 settembre alle ore 17 , in occasione dell’inaugurazione ufficiale del Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione.
L’evento, aperto al pubblico,  si terrà al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, in via Verdi 26,  aula Kessler.

Per l’occasione interverranno:Paolo Collini, Rettore dell’Università di Trento, Massimiano Bucchi, Direttore del Master SCICOMM e Massimo Sideri, direttore del Corriere Innovazione: il magazine del  Corriere della Sera.

Luciano Floridi, come anticipato nel precedente articolo, è professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford ed è tra i massimi esperti al mondo sui temi dell’ etica digitale e della filosofia dell’informazione e della tecnologia.

 

 


sponsor

 

Please follow and like us:

Luciano Floridi inaugurerà il Master SciComm con una lectio magistralis

Il futuro dell’Europa è la scienza, ed è per questo che la nostra priorità deve essere l’ etica [Luciano Floridi]

Sarà il Prof. Luciano Floridi a tenere la lectio magistralis per l’inaugurazione della prima edizione del Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione, che si terrà mercoledì 26 settembre alle 17.00, presso l’Università di Trento.

Luciano Floridi, professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford, dove dirige il Digital Ethics Lab, è Ethic Advisor di Google e consulente della Comunità europea dove fa parte della task force di esperti che dovrà delineare le prime linee guida etiche e le raccomandazioni sui principi da seguire per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Autore di oltre 150 pubblicazioni sui temi dell’ etica digitale e della filosofia dell’informazione e della tecnologia, è tra i massimi esperti della materia al mondo. Ha coniato neologismi come “onlife”e “infosfera” – che possiamo comprendere meglio leggendo l’ebook gratuito  The Onlife Manifesto. Being Human in a Hyperconnected Era  – e “iperstoria” concetto ampiamente illustrato nel suo recente libro La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo, che gli è valso il Walter J. Ong Award for Career Achievement in Scholarship 2016.

Nei suoi lavori Luciano Floridi analizza le sfide che le attuali tecnologie e la società dell’informazione pongono a una società sempre connessa e parte integrante dell’ infosfera globale; i modi in cui le tecnologie della comunicazione strutturano l’ambiente in cui viviamo, creando e trasformando la realtà; come la nostra autonomia viene erosa da tecnologie che tendono a rinforzare le nostre inclinazioni e scelte, più che a sfidarle, rinchiudendoci “ambienti informazionali” che sono del tutto slegati dalla realtà; i rischi impliciti delle realtà artificiali.

Tantissimi saranno gli spunti di riflessione per gli studenti che si preparano ad affrontare questo nuovo percorso didattico, e che potranno trovare nella lectio di Luciano Floridi una vera guida per analizzare il mutato rapporto tra conoscenza e cultura e per farsi interpreti di un pensiero etico e di un approccio critico al mondo dell’informazione.

 

Please follow and like us:

Open Fiber finanzia due nuove borse di studio

Open Fiber mette a disposizione due borse di studio di 2750 euro l’una per frequentare il Master SCICOMM e svolgere un project work in azienda sui  temi della comunicazione dell’innovazione.
I borsisti saranno selezionati tra i candidati ammessi al Master da una commissione costituita dal DIrettore del Master e da un delegato Open Fiber.
Per le due borse è richiesta la conoscenza della lingua italiana.

Please follow and like us:

Communication of Science and Innovation

The Master in Communication of Science and Innovation (SCICOMM) is a new programme offered by the University of Trento, Department of Sociology and Social Research.

It’s a one-year programme for students who would like to:

• Develop skills to play a key role in communication and public engagement strategies in research organisations, in innovation-oriented work environments, in the area of science culture and research policy

• Be at the forefront of the newest trends and approaches in the communication of science and innovation

• Understand key models and concepts in the field of science communication

• Develop a critical understanding of the potential and limits of contemporary media in shaping the public discourse about science

• Develop skills to critically evaluate the quality of communication strategies, both in relation to organisational aims and audiences’ expectations

• Be able to connect the everyday practice of science and innovation communication with state of the art research about science and technology in society

The working language of the programme is English.

Please follow and like us: