Dietro le quinte di Quark e Superquark con Lorenzo Pinna

Dietro le quinte di Quark e Superquark con Lorenzo Pinna

Quando c’erano solo tre canali e un presentatore… Lorenzo Pinna, storico autore di Quark e Superquark, giornalista e divulgatore scientifico, nel corso di una lezione al Master SCICOMM – Communication of Science and Innovation, racconta l’avvio della divulgazione scientifica nella televisione italiana.

Lorenzo Pinna entra in aula, si collega a YouTube, dove ha caricato una serie di servizi, preme idealmente il tasto rewind e riporta la televisione a quaranta anni fa (quasi) all’epoca dei tre canali e di un presentatore.
È il 18 marzo 1981, su Rai 1 va in onda la prima puntata di Quark, rubrica scientifica. Vediamo Piero Angela con i capelli bruni in uno studio essenziale, spartano. Il pubblico in aula è di un’altra generazione e non ci sono effetti speciali. Pinna ci mostra un Piero Angela che parlando di galassie o di rare malattie neurologiche o semplicemente del principio di Archimede, inconsapevolmente prima, più consapevolmente poi, indossa gli abiti dello scienziato, per dare la voce e un volto alla scienza. Una grande responsabilità che lo faceva e lo ha fatto diventare un “gigante” della divulgazione.

Il programma di divulgazione scientifica Quark presenta una novità che poi si rivelerà essere una tra le intuizioni più felici: raccontare in modo semplice ma non semplicistico quel che è complesso.

Difficile immaginare come fare in un periodo in cui ancora non esistevano effetti speciali e bisognava ricorrere a ricostruzioni fatte con foto di repertorio e attori, come quando – ad esempio – si ricostruisce la storia della scienza mostrando Renato Masoni che, alla guida di una vecchia e squadrata Golf bianca ma in voga negli anni ’80, va alla ricerca dei suoi antenati tra archivi comunali e parrocchiali quando l’anagrafe pubblica non esisteva. O quando l’animazione a bozzetto sembrava l’unico modo per spiegare la relatività o la meccanica quantistica.

Ma Piero Angela ci riesce, per raccontare in modo semplice la complessità usa un registro linguistico confidenziale che avvicina il pubblico. E quando dice: “la scienza ci ha portato o a grandi scoperte, come nel caso della meccanica quantistica o a grandi cantonate come nel caso dei raggi N del professor Renè Blondlot”, quel “grandi cantonate” è il registro linguistico giusto che lo avvicina al suo pubblico.

Lorenzo Pinna

 

Video dopo video, Lorenzo Pinna continua il suo racconto. Quark e Superquark si muovevano tra i varietà della Carrà e di Celentano e quindi si decise di “confezionare” un programma senza necessariamente seguire un fil rouge, ma trattando tanti temi diversi, la varietà di repertorio, passando appunto di palo in frasca! Ed è così che per tutti gli anni ’80 e ’90 si racconta la scienza.

Nel tempo però, dagli argomenti a volte complessi, talvolta ostici, si passa ai temi drammatici della morte cerebrale e dell’espianto degli organi per la donazione. Come comunicare ad un familiare che l’autorizzazione deve essere data quando il cuore batte ancora? “Non viene capito  perché non c’è più speranza – spiega Lorenzo Pinna-. Come si fa a spiegare il protocollo di dichiarazione di morte cerebrale in un servizio tv?”.

Lo si fa in una nuova trasmissione: Superquark, l’evoluzione di Quark partita nel 1995. Certo gli ausili per le ricostruzioni vanno ripensati: “Si fanno ipotesi e si scartano. No ai cartoni, l’umorismo sarebbe stato senz’altro fuori luogo – dice Pinna – qualsiasi simulazione avrebbe potuto urtare la sensibilità degli spettatori”. E alla fine si prende spunto dall’operato di una equipe medica di Bologna e si decide di usare i manichini per ricreare una situazione realistica, ma senza paziente. Un manichino permette di far seguire meglio la procedura perché il telespettatore non è turbato. La finzione può funzionare.

Da allora sono cambiati i mezzi, l’offerta televisiva è tanta (forse troppa), si sono moltiplicati anche i conduttori, la divulgazione scientifica va di moda, i canali da tre sono passati a 300 e passa, i social fanno la loro parte e i loro danni, tutto è caricato su YouTube e imperversa il dottor Google, ma i punti fermi sono punti fermi. Quark e Superquark rimarranno la pietra miliare che ha dato l’avvio alla divulgazione scientifica televisiva italiana.

 

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Lisa editor

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